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Eventi

Dopo il successo dell’ultimo convegno, svoltosi a Bologna lo scorso 27 marzo 2015, l’Accademia Nazionale della Formazione ha organizzato, il  20 novembre, un terzo importante evento, presso il prestigioso Castello della Cecchignola.

La giornata di studio ha messo a confronto diversi ambiti del “fare”: formazione, sanità, servizi, ecc., rappresentando l’occasione per un confronto tra i diversi mondi, e promuovendo la conoscenza di esperienze di eccellenza.

Una conoscenza che, in primis, ha portato ad un aumento di consapevolezza di ciò che è stato fatto, migliorando la possibilità di crescita di nuove logiche che potranno essere di fertilizzazione reciproca.

Tra i temi focus della giornata

  • il confronto sulla formazione continua tra il mondo privato (rappresentato dalle aziende) e quello pubblico (rappresentato dai fondi interprofessionali);
  • il settore della sanità, approcciato dando spazio ad esponenti della politica, delle istituzioni sanitarie (pubbliche e private);
  • il mondo universitario  coinvolto attraverso la narrazione della collaborazione con il mondo produttivo;
  • le associazioni di categoria con le iniziative più efficaci ed innovative;
  • il mondo dei servizi con la sua visione e le iniziative a favore di una maggiore integrazione con il settore pubblico.

Il Workshop è stato l’occasione per acquisire informazioni, confrontare best practice, rielaborare esperienze, produrre idee innovative, generare nuova progettualità e conoscenza.
In queste ultime note risiede la mission dell’Accademia Nazionale della Formazione: accompagnare Persone, Organizzazioni, Istituzioni e i vari stakeholder connessi in un percorso generativo di nuovi apprendimenti, forieri di un Essere e di un Fare sempre più eccellente e al servizio, vero, della collettività.

Logiche, modelli ed esperienze di eccellenza nell’integrazione tra Pubblico e Privato. 

III Workshop dell’Accademia Nazionale della Formazione – Roma, 20 Novembre 2015.

Dopo il successo dell’ultimo convegno, svoltosi a Bologna lo scorso 27 marzo 2015, l’Accademia Nazionale della Formazione ha organizzato, il  20 novembre, un terzo importante evento, presso il prestigioso Castello della Cecchignola.

La giornata di studio ha messo a confronto diversi ambiti del “fare”: formazione, sanità, servizi, ecc., rappresentando l’occasione per un confronto tra i diversi mondi, e promuovendo la conoscenza di esperienze di eccellenza.

Una conoscenza che, in primis, ha portato ad un aumento di consapevolezza di ciò che è stato fatto, migliorando la possibilità di crescita di nuove logiche che potranno essere di fertilizzazione reciproca.

 

Tra i temi focus della giornata

  • il confronto sulla formazione continua tra il mondo privato (rappresentato dalle aziende) e quello pubblico (rappresentato dai fondi interprofessionali);
  • il settore della sanità, approcciato dando spazio ad esponenti della politica, delle istituzioni sanitarie (pubbliche e private);
  • il mondo universitario  coinvolto attraverso la narrazione della collaborazione con il mondo produttivo;
  • le associazioni di categoria con le iniziative più efficaci ed innovative;
  • il mondo dei servizi con la sua visione e le iniziative a favore di una maggiore integrazione con il settore pubblico.

Il Workshop è stato l’occasione per acquisire informazioni, confrontare best practice, rielaborare esperienze, produrre idee innovative, generare nuova progettualità e conoscenza.

In queste ultime note risiede la mission dell’Accademia Nazionale della Formazione: accompagnare Persone, Organizzazioni, Istituzioni e i vari stakeholder connessi in un percorso generativo di nuovi apprendimenti, forieri di un Essere e di un Fare sempre più eccellente e al servizio, vero, della collettività.

Seconda Giornata dell’Accademia Nazionale della Formazione LE COMPETENZE PER L’INNOVAZIONE | IL RUOLO DELLE FORMAZIONI GENERATIVE. Bologna Venerdì 27 marzo 2015

Dopo il successo del primo convegno, svoltosi a Milano lo scorso 24 ottobre 2014, l’Accademia Nazionale della Formazione ha organizzato il 27 marzo 2015, un secondo importante evento, presso la prestigiosa Villa Guastavillani, ospite della BBS, la Business School dell’Università di Bologna.

I lavori sono stati focalizzati ad approfondire le tematiche connesse con i processi di apprendimento orientati allo sviluppo e all’implementazione delle competenze necessarie per generare innovazione e cambiamenti competitivi.

La connessione tra valori, capacità e comportamenti deve essere infatti interpretata non solo come fattore critico di successo nelle organizzazioni moderne ma anche come presupposto distintivo per chi vuole innestare processi etici di innovazione, dove innovare deve essere interpretato come un percorso connesso oltre che alla creatività produttiva anche alla pluralità relazionale e cognitiva.

Superare antichi paradigmi e stereotipate convinzioni limitanti rappresenta infatti un modello comportamentale fortemente correlato con un dinamismo intellettuale e generativo che fa della velocità e della flessibilità alcune delle abilità imprescindibili nella società economica e professionale del XXI secolo.

Correlare mondi interpretativi delle realtà organizzative e creare reti cognitive ed esperienziali costituiscono affascinanti modalità di contaminazione positiva per nutrire le menti e alimentare gli stati desiderati che caratterizzano la nostra vitalità intellettuale.

La competenza e l’innovazione sono quindi concetti che si arricchiscono vicendevolmente anche delle declinazioni interpretative e delle testimonianze di uomini e donne che, nelle aziende e nelle organizzazioni, interpretano e agiscono la propria identità di ruolo professionale, perseguendo sistematicamente l’evoluzione propria e delle macro e micro comunità di appartenenza.

E  proprio  sul  tema  LE  COMPETENZE  PER  L’INNOVAZIONE:  IL  RUOLO  DELLE  FORMAZIONI GENERATIVE si è sviluppato il confronto fra autorevoli imprenditori, manager, formatori, filosofi, giornalisti, che, nell’alternarsi in tre tavole rotonde dinamiche e interattive, hanno collaborato alla prefigurazione di un documento articolato che sarà diffuso a livello istituzionale, economico, organizzativo e formativo.

I lavori si sono svolti dalle ore 10.30 alle ore 16 e vedranno il coinvolgimento oltre che dei relatori e delle chairperson,  anche di un pubblico qualificato di  soli invitati, che potrà contribuire, in modo articolato, all’arricchimento del dibattito e all’elaborazione di documenti di carattere prospettico, in un’ottica di integrazione cognitiva delle diversificate mappe esperienziali.

Si è svolta la prima giornata che l’Accademia Nazionale della Formazione ha dedicato all’analisi, allo studio, al confronto e all’elaborazione cognitiva e metodologica dei processi di apprendimento. 24 ottobre 2014, Milano, Palazzo Cusani.

Si è svolta la prima giornata che l’Accademia Nazionale della Formazione ha dedicato all’analisi, allo studio, al confronto e all’elaborazione cognitiva e metodologica dei processi di apprendimento, focalizzando la propria attenzione sulla valorizzazione di alcune esperienze aziendali e comunicative di successo, che, per risultati e competenze espresse, costituiscono modelli da analizzare, declinare e divulgare adeguatamente.

L’approccio è finalizzato, quindi, a valorizzare l’orientamento prospettico e le competenze connesse alla sintesi tra creatività, pragmatismo, coraggio e guida, coniugando memoria e futuro, eccellenza e autocritica, desiderio e incertezza sistemica, local e global, multimedialità e future shock learning.

I lavori focalizzati su IL FUTURO DELL’APPRENDERE, si sono sviluppati attraverso il contributo di formatori, imprenditori, manager, filosofi, storici, giornalisti ed editori, che, nell’alternarsi in tre tavole rotonde dinamiche, collaboreranno alla prefigurazione di un documento articolato che sarà diffuso a livello istituzionale, economico, organizzativo e formativo.

La giornata si è svolta dalle ore 10 alle ore 16 e ha visto, oltre ai relatori e alle chairperson, un pubblico qualificato di soli invitati, che hanno contribuito, in modo articolato, all’arricchimento del dibattito e all’elaborazione dei documenti programmati, in un’ottica di contaminazione positive di mappe cognitive ed esperienziali.